Autori di libri per ragazzi?
Gironzolando un pò sui diversi siti delle case editrici, dalle più famose alle più sconosciute si nota una certa predilezione per l’autore in grado di scrivere romanzi per ragazzi. La cosa da un certo punto di vista è molto interessante perchè apre una piccola porticina su quel mondo elitario che è l’editoria, inoltre ci fa capire che in barba alle vecchie generazioni, che il libro lo vedevano come un arcinemico legato immancabilmente alla scuola, le nuove sono più sagge. Ora scrivere un romanzo per ragazzi non è cosa facile, bisogna riuuscire a centrare un argomento che stuzzichi il loro interesse e guardando i vari testi disponibili sul mercato mi sento di affermare che la magia è una buona candidata e non solo per il famoso Harry Potter che ormai conoscono anche le nonne centenarie per quanto se parla, ma anche per i vari fenomeni mediatici che dalla carta sono passati alla tv e dalla tv nuovamente alla carta come piccoli libri: ovvero le famose Winx e Wicth, due serie di culto con fatine e maghette (non sembra anche a voi un remake anni 80?).
Una volta centrato l’argomento bisogna prestare mlta cura al linguaggio. I giovani vogliono un linguaggio mediamnete complesso ma comprensibile, in cui parole nuove e affascinanti facciano capolino dalla pagina bianca e implementino il loro background linguistico senza però costringerli a usare il vocabolario (bella sfida, non trovate?).
Altro aspetto da non sottovalutare è lo sviluppo della trama. I ragazzi di oggi non sono tipi da prendere sotto gamba. La morale in una storia può anche starci, ma attenti a mascherarla molto bene o ci accusano di considerarli stupidi, perchè loro a certe cose ci arrivano (che poi si comportino come se le ignorassero è solo un atteggiamneto voluto… o così dicono). Cosa molto importante è toccare il loro mondo, quindi scuola, amici, moda, tecnologia (quella di uso comune), o trovano in qualche modo difficile avvicinarsi ai personaggi.
Insomma… non è un impresa facile, ma quando mai scrivere qualcosa lo è stato?
Io scrivo, ma poi?
Quante volte ci siamo ritrovati a scrivere con passione e dedizione un romanzo sognando il giorno in cui sarebbe stato pubblicato? Ahimè, però, spesso questo bellissimo sogno viene infranto dalla realtà che ci circonda. Quale realtà? Sono sicura che questa domanda nessuno di voi se la sta ponendo dato che sappiamo bene tutti di che realtà si tratta: SIAMO ESORDIENTI. Con questa parola meravigliosa, che indica “l’esordio” appunto, l’inizio solenne della nostra attività di scrittori, molti (purtroppo) vedono un aspetto negativo. L’esordiente, per molti, è qualcosa da relegare in un angolo, qualcuno a cui legare le mani e i piedi e buttarlo il più lontano possibile. Perché molti preferiscono continuare a occuparsi di chi ha già un nome, di chi usa questo nome per lanciare copertine che poi, alla fine, contengono sì parole, ma non legate fra di loro. E l’esordiente che nella sua opera ci ha infuso l’anima che ha si vede sempre messo in ombra. Eppure quante volte mi è già capitato di leggere opere di altri esordienti come me che ho reputato e apprezzato molto più di opere famose in tutto il mondo… e quanta immondizia c’è negli scaffali delle librerie… mi chiedo: “Ma non gli basta la polvere e la sporcizia che vi si depositano già di per sé che devono tenerci altra roba di cui l’uso che se ne può fare è quello di infilarla in un secchio?”. Ma la verità, carissimi amici miei, non è solo quello che c’è nelle librerie. Loro comprano quello che i distributori gli propongono. E quindi il danno viene dalla distribuzione? Anche, ma non solo. Gli editori dove li mettiamo? Ve ne sono di diverse tipologie ma non è in questa sezione che ve ne parleremo. Qui li assembliamo tutti insieme: Editori. Aziende o singoli, che scelgono di pubblicare tutto fuorché roba buona. (E’ ovvio che non è giusto generalizzare perché di editori veramente buoni ce ne sono ma qui racchiudo tutti gli altri). E ancora vi chiedo: il danno deriva allora dagli editori? In parte! Ma allora, mi chiederete: di chi è la colpa? Potrei rispondervi dei lettori. Sono i lettori che determinano cosa è meglio acquistare cosa no. Ma anche in queso caso, caro esordiente, ti dico che non è colpa dei lettori, se non in parte. Dunque riassumiamo: una parte della colpa ce l’hanno i librai, i distributori, una parte ce l’hanno gli editori, una parte ancora appartiene ai lettori. Ma c’è una buona dose di colpa che appartiene a qualcun’altro. Volete sapere a chi? A NOI CHE SIAMO ESORDIENTI. Come perché? Perché siamo i primi a sottovalutarci, siamo i primi a vedere un significato negativo in un termine positivo. Perché siamo i primi a non aver fiducia in noi stessi e nella nostra opera. Perché siamo i primi ad arrenderci e gli ultimi a combattere. Cosa pretendiamo? Che i librai, gli editori, i distributori e i lettori, siano loro ad incoraggiarci? Che siano loro a dirci quanto valiamo? Che vale la pena lottare?
Se non siamo noi, per primi, a muovere i primi passi, con convinzione, con dedizione, con spirito di sacrificio e coraggio, mettendo una volta per tutte da parte i servilismi e le dipendenze dal resto, dalla cerchia che “decide”, allora meglio lasciare i nostri libri nel cassetto. Ma se crediamo in noi e in ciò che scriviamo vale la pena di provare, tentare, combattere ed infine, ne sono certo, vincere.
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Benvenuti nel blog del Circolo degli Scrittori.
Chi siamo? Siamo un gruppo di persone che ama scrivere, per questo ci definiamo scrittori. Persone con i loro sogni, le loro aspettative, i loro desideri e i loro obiettivi, insomma, persone come voi, come tutti.
Abbiamo creato questo blog con un unico grande fine: essere il supporto, l’aiuto, l’appoggio ed il conforto per quanti amano i libri almeno quanto noi e, soprattutto, per coloro che nello scrivere trovano soddisfazione e compimento delle proprie emozioni, delle proprie idee, dei propri pensieri, dei propri sentimenti.
Siamo qui per dare una mano a tutti coloro che si trovano nella nostra stessa strada, per sostenere tutti coloro che hanno intrapreso o vogliono intraprendere il nostro stesso cammino, quale? La pubblicazione di un libro.
Già, pubblicazione. Quella di cui parliamo noi, però, è alquanto lontana, come scopi reali almeno, da quella a cui tutta l’Italia si è abiutata. E lontani saranno anche i libri che presenteremo e di cui ci occuperemo.
Siamo un gruppo che dice e grida il suo “NO” alla pubblicazione per i pochi “eletti” che di buono hanno solo un nome conosciuto. Diciamo “NO” alla presenza sugli scaffali delle librerie di opere che spesso, forse, non hanno neppure significato. Diciamo “NO” all’abuso da parte di molti, dei sogni degli esordienti e al legal furto ad essi di somme di denaro per ingabbiare ancor più quei sogni!
Amici, non siete più da soli. Il Circolo degli Scrittori, da oggi è con voi, per lottare con voi, per scrivere con voi!
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