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	<title>Commenti a: Io scrivo, ma poi?</title>
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	<description>Just another WordPress.com weblog</description>
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		<title>Di: Tosca Pagliari</title>
		<link>http://circoloscrittori.wordpress.com/2007/12/21/io-scrivo-ma-poi/#comment-23</link>
		<dc:creator>Tosca Pagliari</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jan 2009 13:31:03 +0000</pubDate>
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		<description>Rettifico l&#039;indirizzo del blog digitato in maniera errata invertendo le parole. Ecco quello giusto http://www.lefotosalvate.com/toscapagliari.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Rettifico l&#8217;indirizzo del blog digitato in maniera errata invertendo le parole. Ecco quello giusto <a href="http://www.lefotosalvate.com/toscapagliari" rel="nofollow">http://www.lefotosalvate.com/toscapagliari</a>.</p>
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		<title>Di: roxanne86</title>
		<link>http://circoloscrittori.wordpress.com/2007/12/21/io-scrivo-ma-poi/#comment-8</link>
		<dc:creator>roxanne86</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Dec 2007 14:17:57 +0000</pubDate>
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		<description>Che bello avere anche un blog... allarghiamo il giro di affari!!!
Asakusa, hai fatto benissimo a mandare tutto al diavolo. Non bisogna mai vendersi, per nessun motivo...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Che bello avere anche un blog&#8230; allarghiamo il giro di affari!!!<br />
Asakusa, hai fatto benissimo a mandare tutto al diavolo. Non bisogna mai vendersi, per nessun motivo&#8230;</p>
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		<title>Di: avalost</title>
		<link>http://circoloscrittori.wordpress.com/2007/12/21/io-scrivo-ma-poi/#comment-6</link>
		<dc:creator>avalost</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Dec 2007 19:11:42 +0000</pubDate>
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		<description>E ricomincia asakusa, perché scrivere fa parte di noi scrittori, sia che pubblichiamo sia che non pubblichiamo. Ricomincia perché una nuova era è sorta per noi e sarà il tramonto di coloro che a nulla servono o sono serviti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E ricomincia asakusa, perché scrivere fa parte di noi scrittori, sia che pubblichiamo sia che non pubblichiamo. Ricomincia perché una nuova era è sorta per noi e sarà il tramonto di coloro che a nulla servono o sono serviti</p>
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		<title>Di: asakusa</title>
		<link>http://circoloscrittori.wordpress.com/2007/12/21/io-scrivo-ma-poi/#comment-5</link>
		<dc:creator>asakusa</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Dec 2007 11:39:35 +0000</pubDate>
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		<description>Il discorso sulle colpe è davvero complesso, la situazione dell&#039;editoria se uno cerca di muvervi i primi passi è davvero confusa e maledettamente frustrante, c&#039;è il concreto pericolo di: o abbandonare l&#039;idea di pubblicare (smettere di scrivere è difficile per chi sente essere parte di lui) oppure di perdere la bussola, di smarrire noi stessi. Per spiegare quest&#039;ultimo concetto mi riferisco alla mia personale esperienza. In un primo momento scrivevo cercando uno stile se non lirico quantomeno curato, e intessevo trame con una particolare struttura in cui ciò che avveniva più o meno scopertamente alludeva, rimandava, rifrangeva echi e suggestioni da Eliot e Pound e Joyce e atrtaverso loro Dante. Certo, il mio stile all&#039;epoca si trovava in uno stato embrionale, ma quella era la strada che avevo scelto. Ho ricevuto qualche attestato di stima per lo stile &quot;maturo&quot; e la sensibilità, ma soprattutto tanta indifferenza (è questa che mortifica, il fatto che nessuno dalle case editrici ti risponda, meglio un &quot;non rompere più!&quot; che il silenzio). Perciò per pubblicare ho cambiato il mio stile assecondando il mercato, creando storie tipo quelle che vendevano, e alla fine non mi sono più riconosciuto. Ho mandato tutto al diavolo e adesso, faticosamente, cerco di ricominciare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il discorso sulle colpe è davvero complesso, la situazione dell&#8217;editoria se uno cerca di muvervi i primi passi è davvero confusa e maledettamente frustrante, c&#8217;è il concreto pericolo di: o abbandonare l&#8217;idea di pubblicare (smettere di scrivere è difficile per chi sente essere parte di lui) oppure di perdere la bussola, di smarrire noi stessi. Per spiegare quest&#8217;ultimo concetto mi riferisco alla mia personale esperienza. In un primo momento scrivevo cercando uno stile se non lirico quantomeno curato, e intessevo trame con una particolare struttura in cui ciò che avveniva più o meno scopertamente alludeva, rimandava, rifrangeva echi e suggestioni da Eliot e Pound e Joyce e atrtaverso loro Dante. Certo, il mio stile all&#8217;epoca si trovava in uno stato embrionale, ma quella era la strada che avevo scelto. Ho ricevuto qualche attestato di stima per lo stile &#8220;maturo&#8221; e la sensibilità, ma soprattutto tanta indifferenza (è questa che mortifica, il fatto che nessuno dalle case editrici ti risponda, meglio un &#8220;non rompere più!&#8221; che il silenzio). Perciò per pubblicare ho cambiato il mio stile assecondando il mercato, creando storie tipo quelle che vendevano, e alla fine non mi sono più riconosciuto. Ho mandato tutto al diavolo e adesso, faticosamente, cerco di ricominciare.</p>
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